BREVE STORIA DELLA EREZIONE DELLA NUOVA CHIESA DI SAN MAURO Il libro cronistorico della Parrocchia di Costozza, redatto dal parroco don Luigi Zanellato è conservato nell’Archivio parrocchiale. Registra gli eventi dal 1° gennaio 1913 al 15 giugno del 1945. Accanto a storici eventi, il parroco annotava l’andamento della vita religiosa, la piccola cronaca locale e, quello che a noi interessa, la dettagliata cronistoria della erezione della nuova Chiesa Parrocchiale fino alla sua benedizione e la costruzione del nuovo campanile. É a questa minuziosa storia che noi ci rifaremo per descrivere gli avvenimenti che hanno portato alla benedizione della Chiesa il 15 agosto del 1925. Il Vescovo di allora, Mons. Ferdinando Rodolfi l’aveva definita, con giusta enfasi, “piccola basilica, veramente degna della religione e dell’arte”. La comunità parrocchiale di Costozza, all’inizio del ‘900, aveva conosciuto un forte sviluppo demografico e l’antica Chiesa parrocchiale di San Mauro era diventata “insufficiente e collocata in un luogo scomodo per i fedeli”, come scriveva l’arciprete don Luigi Zanellato al Vescovo Rodolfi nel 1920. L’erezione di una nuova chiesa era simbolo efficace di una comunità consapevole della propria dimensione e della necessaria solidarietà sociale oltre che punto d’incontro tra le generazioni che passano, tra il tempo presente, quello passato e quello futuro, tra il tempo degli uomini, scandito dai rintocchi, ora festosi ora mesti delle campane, e quello di Dio che è “di ieri, di oggi, di tutti i secoli”. Accanto a queste alte motivazioni teologiche, non potevano certo mancare propositi più prosaici, come l’esigenza di novità, l’ambizione e non ultimo l’orgoglio di campanile. I nostri documenti raramente ci dicono se e quanto queste ultime abbiano pesato rispetto alle prime. Nel marzo del 1922 il parroco annota: “[…]Non si osava però ad affrontare l’arduo problema. Quando dispose la Provvidenza che il sig. Trevelin Luigi acquistasse dal Sig. Rossi comm. Gaetano un appezzamento di terra nominato Crearo, dove si trova in posizione felicissima ed unica per l’erezione di una chiesa nuova. Questi con atto generoso esibì all’Arciprete ed alla parrocchia il sufficiente per la chiesa e la canonica.[…]. Il giorno di San Giuseppe in chiesa informò la parrocchia dello stato della cose. Invitò i parrocchiani a ponderare cristianamente il problema messo loro innanzi. Ordinò in settimana speciali preghiere ed indisse per la domenica seguente una raduno di tutti i capi famiglia in chiesa. […] Non passò sotto silenzio le difficoltà, superabili peraltro da un popolo mite e di buon volere. Si venne alla votazione e quanti erano in chiesa entusiasti votarono per l’erezione della nuova chiesa”. Il 25 febbraio 1923 l’Arciprete riprende il suo racconto: […] Gli animi pure entusiasti erano preparati per la grande e sospirata festa della posa della prima Pietra.[ …S.E. Mons. Vescovo stabilì per detta cerimonia la Domenica 25 di Febbraio. […] S.E. giunse in parrocchia alle ore 9. Si partì processionalmente dalla Chiesa parrocchiale. Al luogo della Erigenda si svolse la solenne cerimonia della posa della prima Pietra. In questa venne inclusa la seguente pergamena. Ferdinando Rodolfi Per Grazia di Dio e delle S.Sede Vecovo di Vicenza Col presente nostro decreto attestiamo che oggi 25 Febbraio 1923 abbiamo benedetto e posta la prima Pietra dell’Erigenda Chiesa parrocchiale di Costozza. La Chiesa verrà innalzata con stile romanico, a tre navi con pronao, matronei, cupola e cripta su disegno degli Arch. Don Giuseppe Polvara e Angelo Banfi della scuola B. Angelico di Milano. La Chiesa misurerà m. 34.10 di lunghezza e m. 16.40 di larghezza.” Posata e benedetta la prima pietra, i lavori partirono di buona lena, tanto che il parrocco dovette chiedere una particolare dispensa al vescovo per far lavorare i paesani di domenica ed altre festa comandate. Ma il volontariato si rivelò non sufficiente per far proseguire i lavori, così si fu costretti a por mano al portafoglio e incaricare una impresa edile, quella del Sig. Cogato Angelo di Quinto Vicentino, per portare a termine i lavori. Allo scopo di raccogliere fondi il parroco fu anche costretto a vendere l’antica canonica della vecchia Pieve. “In seguito ad asta regolarmente autorizzata dal Ns. Governo, oggi la moglie del Dr. Meschinelli, Rita Ferrari acquistava la vecchia Canonica per £ 40.546”. Il 1 febbraio 1925 viene fatto il punto della situazione: “Nell’Oratorio di S. Michele in seguito ad avviso in Chiesa si tenne la radunanza dei capi famiglia per il resoconto delle spese dei lavori della seconda fase dell’Erigenda ormai coperta. Il Rev. Arciprete lesse dettagliato resoconto, dal quale risultò che vennero spese per la Chiesa nuova £ 243.745,87 e che rimase da pagarsi a debito £ 84.486,65. Riferì che la Commissione tanto zelante, ma insieme prudente non intende prendersi la responsabilità di un debito maggiore. Eppure tutti sospirano di poter entrare nella nuova Chiesa. Le madri di famiglia si sono impegnate per le imposte maggiori. Resta che i padri di famiglia si adattino ad una sottoscrizione. Mise ai voti la proposta e tutti unanimi la accettarono.” Ormai l’opera era al buon punto, i lavori procedevano velocemente, tanto che dopo appena qualche mese, finalmente il parroco don Luigi Zanellato può trionfalmente annunciare: